PENSIONI

Da tempo ormai che l’Europa è attraversata dall’onda lunga della longevità. In passato agli albori  del Walfare State, l’età pensionabile era di 60 anni a fronte di un’aspettativa media di vita di 45 anni e di conseguenza era raggiunta solo da una piccola parte della popolazione. Oggi invece, la situazione è un po’ cambiata: non solo le persone riescono a raggiungere i 60 anni di età, ma riescono a vivere anche per altri 25 anni. Un dato importante che fa riflettere. Il fatto che le persone vivano più a lungo deve spingere il governo a ripensare ad un modello  educativo e sociale.

Il punto è: come bisogna cambiarlo al fine di renderlo sostenibile?

Un buon punto di partenza potrebbe essere quello di una ripartizione degli anni dedicati al lavoro e alla pensione. Questo sistema è stato già adottato in alcuni paesi europei dove si è passati da schemi in cui gli individui liberamente decidono quando andare in pensione naturalmente con diritti proporzionati ai contributi accumulati.

In Italia invece, la previdenza con la riforma Fornero, la disciplina che regola le pensioni di anzianità sono  un po’ differenti: se prima per accedere alla pensione bisognava sommare l’età anagrafica all’anzianità contributiva raggiungendo un certo valore, oggi questa possibilità è stata sostituita con la pensione anticipata. In pratica si può andare in pensione prima dell’età della vecchiaia purchè si superino per le donne i 41 anni e 1 mese di contributi, mentre per gli uomini i 42 anni e 1 mese di contributi.

In ogni caso ci sono delle penalizzazioni per chi decide di intraprendere il pensionamento anticipato prima dei 62 anni di età. Inizia subito a pensare al tuo futuro previdenziale, non aspettare ancora..

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