COWORKING

Il fenomeno del coworking, in Italia, ha avuto rapida diffusione su tutto il territorio. Con il termine coworking si intende la pratica di condivisione di uno spazio lavorativo, da parte di lavoratori o professionisti che non condividono la stessa occupazione, ma che sono legati dagli stessi tipi di valori morali.

Con 190 spazi ‘cowo’, nel nord Italia si ha la maggior diffusione di tale fenomeno, nato negli USA nel 2005, su iniziativa di un gruppo di programmatori freelance. Nel centro e nel sud della penisola, invece, sono attivi rispettivamente 55 e 40 spazi ‘cowo’, complessivamente meno della metà di quelli settentrionali. Milano, con 59 spazi è la città con maggior diffusione del coworking, seguita da Roma, con 23, e Torino con 16. Estendendo i dati alle regioni, invece, guida questa speciale classifica la Lombardia, con 89 spazi ‘cowo’, seguita da Veneto ed Emilia Romagna, rispettivamente con 31 e 29 spazi.

Ma qual è il costo medio per dividere uno spazio lavorativo? Circa 25 euro al giorno, che vanno progressivamente a ridursi se il periodo di ‘occupazione’ aumenta: per un mese, infatti, il costo medio è di circa 263 euro. In linea generale, il profilo del coworker è quello del freelance, sebbene abbastanza elevato sia il numero di imprenditori e startuppers che scelgono questa tipologia di lavoro. Gli uomini in particolare scelgono di lavorare nei ‘cowo’: circa il 68% del  totale, sebbene il numero di donne sia in costante crescita specie negli ultimi anni. In generale, le esigenze dei lavoratori sono la presenza di una buona connessione internet, di una fotocopiatrice, di una sala riunioni e di un distribrutore di caffè, per le meritate pause.

Aspetti negativi: buona parte dei coworkers trova fastidioso il rumore eccessivo, specie negli spazi grandi e con molti lavoratori.

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